La detersione per pulire la pelle senza aggredirla

La detersione è un’azione che ognuno di noi compie più volte nell’arco della giornata. Proprio perché un gesto abitudinario, spesso non riceve la giusta attenzione. Infatti, è importante essere consapevoli che una corretta detersione deve pulire, ma senza aggredire la pelle. Deve quindi essere equilibrata, cioè il più possibile rispettosa dei parametri e delle caratteristiche cutanee.

Il verbo detergere deriva dal latino e letteralmente significa “togliere via sudiciume o sostanza nociva”. I cosmetici detergenti servono quindi a rimuovere dalla pelle e dai capelli, le cellule dello strato cornee che si distaccano, le secrezioni cioè sebo e sudore, insieme allo sporco che proviene dall’ambiente che ci circonda.

Detergere è anche un atto igienico, non a caso è anche il primo gesto di deodorazione corporea. 

In generale lo sporco ha una natura chimica lipofila, cioè affine ai grassi, quindi la sola acqua, anche calda, non è sufficiente per rimuoverlo in maniera efficace.

È quindi necessario aggiungere all’acqua qualche particolare sostanza per renderla più affine allo sporco e pertanto molto più efficace come detergente.

In base al meccanismo di azione di queste sostanze aggiunte all’acqua, si può realizzare una detersione per affinità oppure una detersione per contrasto.

Detersione per affinità: cosa significa?

La detersione per affinità si effettua con sostanze di natura oleosa, secondo il principio de “il simile scioglie il simile”. Il detergente è quindi costituito da componenti lipidici che, per affinità, solubilizzano lo "sporco" - impurità ambientali, sebo, sudore - di natura “grassa”, rimuovendolo dalla superficie della pelle. A contatto con l'acqua questo detergente non fa schiuma, ma forma un'emulsione lattescente.

Questa detersione è in assoluto la più delicata, perché deterge mantenendo inalterato il film idrolipidico. Inoltre svolge un’importante azione emolliente e protettiva della cute e del cuoio capelluto. È quindi ideale per la pelle delicata di neonati, bambini e anziani, in caso di irritazione cutanea e stati infiammatori causati da affezioni dermatologiche.

Detersione per contrasto: cosa significa?

La detersione per contrasto si basa su sostanze denominate “tensioattivi”, molecole caratterizzate da una doppia affinità perché costituite da una parte affine ai grassi (lipofila) e una affine all'acqua (idrofila). La parte lipofila ingloba le particelle di sporco, sebo, sudore e impurità assorbite dall'ambiente, che hanno una natura "grassa", mentre la parte idrofila ne permette il risciacquo.

Come suggerito dal loro nome i tensio-attivi, agiscono sulla tensione superficiale cioè contrastano il disaccordo tra acqua e sporco, permettendone il distacco dalla superficie della pelle o dei capelli e quindi il suo allontanamento.

Il primo tensioattivo della storia usato per la detersione della pelle è certamente il sapone, chimicamente un sale di sodio o di potassio di acidi grassi, ovvero un tensioattivo anionico,

divenuto così popolare al punto da dare il nome al prodotto stesso. Cioè un sapone contiene saponi come tensioattivi.

In epoca moderna, oltre alla produzione del sapone su scala industriale, hanno iniziato a diffondersi tensioattivi diversi dai saponi e ottenuti mediante sintesi, denominati brevemente “syndet” acronimo di “synthetic detergent”.

Uno per tutti e tutti per uno: il sapone di Marsiglia

Dagli arabi al bacino mediterraneo, la formula tradizionale del sapone ottenuto unicamente da oli vegetali è ancora oggi considerata ideale per la detersione di tutti i tipi di pelle, anche la più sensibile.

Il sapone viene prodotto mediante un processo di saponificazione. A partire da acidi grassi ad esempio di cocco e oliva, attraverso una reazione chimica con una base forte, soda o potassa, scelta in base alla consistenza finale che si desidera ottenere.

Per sua stessa natura un sapone ha un valore di pH alcalino, cioè superiore a 7 e quindi anche superiore al pH della pelle. Perché dunque un prodotto detergente di questo tipo può essere comunque considerato ideale per la pelle? Perché il pH del detergente non è un elemento così rilevante per definirne la sua “bontà”, infatti conta molto di più il potere sgrassante dei tensioattivi. Un sapone, ancor più arricchito da sostanze come la glicerina, sgrassa e quindi impoverisce molto meno la pelle di un detergente magari a pH 5, ma basato su tensioattivi molto aggressivi.

I tensioattivi: amici o nemici della pelle?

tensioattivi sono ingredienti importanti in tutte le tipologie di cosmetici perché, sempre per la loro doppia affinità all’acqua e agli grassi, possono svolgere funzioni differenti: alcuni sono solubilizzanti, numerosi sono emulsionanti necessari per ottenere latti e creme, altri hanno proprietà bagnanti, schiumogene e detergenti.

La classificazione principale dei tensioattivi è fatta in base alla carica della parte idrofila e quindi ci sono: gli anionici con carica negativa, i cationici con carica positiva, gli anfoteri che hanno entrambe le cariche e infine i non ionici che non hanno carica. Nei prodotti per la detersione si usano in particolare i tensioattivi anionici, gli anfoteri e i non ionici, mentre nei balsami per capelli quelli cationici perché hanno effetti condizionanti.

Alcuni tensioattivi anionici, come SLS (Sodio Lauril Solfato) e SLES (Sodio Lauriletere Solfato) che producono tanta schiuma, tendono ad essere più aggressivi. Infatti, oltre a rimuovere lo sporco, asportano anche il film idrolipidico, impoverendo la pelle delle sue naturali difese e rendendola pertanto più suscettibile ad aggressioni esterne e sostanze irritanti.

I tensioattivi però non sono tutti uguali!

Infatti, alcuni tensioattivi, seppure anionici e di struttura simile allo SLES, sono molto meno aggressivi e, altro aspetto importante, non vengono mai usati da soli in un detergente. Per una detersione equilibrata infatti viene impiegata una combinazione di tensioattivi, in modo da avere un po’ di schiuma, ma un’azione detergente nel rispetto della nostra pelle.

La detersione del cuoio capelluto

Quando usiamo lo shampoo non stiamo lavando solo i capelli! Soprattutto stiamo lavando il cuoio capelluto, una zona specializzata della nostra cute, sede di una media di 100.000 follicoli piliferi e quindi di altrettanti capelli e ghiandole che producono sebo.

Così come la pelle del nostro corpo, anche il cuoio capelluto ha una necessità igienica di detersione, ma può essere soggetto a secchezza e irritazione, prurito e dermatiti. E' quindi molto importante prendersene cura, anche quotidianamente, con prodotti detergenti efficaci nell'azione di pulizia, ma che non aggrediscono il cuoio capelluto.

Anche per lo shampoo ci sono prodotti che detergono per contrasto e quindi a base di tensioattivi, i più diffusi, ma sono disponibili altresì formule di olio-shampoo in cui prevale la detersione per affinità e che sono indicati in caso di cuoio capelluto irritato o con prurito e per trattare localmente la crosta lattea.