Attente allo stress, il nemico invisibile che invecchia la pelle

Super impegnate, multitasking, sempre attive e abituate a dividersi tra lavoro, casa, famiglia e amicizie: le donne, lo sappiamo, danno il massimo ogni giorno. Ma attenzione: questo significa anche che sono più soggette allo stress, e, poiché lo stress accelera l’invecchiamento cutaneo, che sono proprio le donne a subirne maggiormente gli effetti, con segni precoci sulla pelle.

Gli effetti dello stress sulla pelle

Quando sei stressata, in effetti, si vede. Non solo nel modo di comportarsi, ma proprio nel viso: perché anche lo stress, soprattutto se cronico, contribuisce a far invecchiare precocemente la pelle.

Lo stress infatti è uno dei fattori comportamentali, insieme all’alimentazione, alla mancanza di sonno e al fumo, che, combinato con fattori ambientali come raggi solari e inquinamento, entra a far parte dell’esposoma cutaneo, responsabile in modo preponderante dell’invecchiamento della pelle. È difatti l’esposoma che accelera un processo fisiologico molto lento e graduale, causando precocemente segni di aging cutaneo: pelle secca e poco luminosa, perdita di tono, rapida accentuazione delle rughe.    

Prevenire e invertire la rotta, ovviamente, è possibile: i principali alleati sono una dieta corretta e uno stile di vita sano, accompagnato da attività fisica costante. Ed è importante anche cercare di ridurre lo stress cronico e adottare una routine cosmetica con trattamenti formulati per contrastarne i suoi effetti sulla pelle.

Stress e invecchiamento cutaneo: una correlazione dimostrata

Lo stress psicologico nasce quando una persona si trova a subire una pressione mentale, fisica o emotiva: più la pressione supera la capacità di adattamento del singolo, più intenso lo stress che viene percepito. A livello cerebrale questo si traduce nel rilascio di ormoni, primo fra tutti il cortisolo, che innescano diversi cambiamenti fisiologici e comportamentali per adattare il corpo alla situazione, ovvero mantenere l’omeostasi.

Oltre allo stress psicologico, gioca un ruolo nella precocità dell’invecchiamento cutaneo anche lo stress ossidativo, una condizione di sbilanciamento tra difese antiossidanti ed eccesso di radicali liberi dell’ossigeno. Questi ultimi, infatti, vengono gestiti direttamente dalle cellule, tramite un importante e sofisticato sistema antiossidante che ne compensa efficacemente un loro eccesso. Questo patrimonio difensivo, tuttavia, diminuisce con l’avanzare dell’età e progressivamente anche la pelle non riesce più a bilanciare i radicali in eccesso, che quindi si diffondono causando danni e alterazioni alle cellule cutanee.

Brain-skin connection: perché anche la pelle percepisce lo stress

Recenti ricerche indicano l’esistenza di una “brain-skin connection”, ovvero di una connessione tra mente e pelle, proprio perché la pelle è non solo la parte del nostro corpo che per prima percepisce lo stress, ma anche l’organo bersaglio delle risposte causate da una situazione stressante.

Come organo più grande del corpo umano, infatti, la pelle gioca un ruolo importante quale barriera, e contribuisce a mantenere l’omeostasi, regolando e controllando l’interazione tra l’ambiente esterno e i tessuti interni. Grazie a diversi tipi di recettori, infatti, la pelle manda al cervello un segnale in relazione a stimoli esterni per esempio, il caldo, il freddo, dolore e tensione meccanica, che possono perturbare questo equilibrio e indurre una situazione di stress.

Il cervello risponde ai segnali influenzando le risposte della pelle all’evento o all’agente di stress, ma è importante ricordare che la pelle e i suoi annessi non sono solo l’obiettivo dei mediatori dello stress, ma che è anzi la pelle stessa a produrre alcuni di questi mediatori, gestendo quindi in parziale autonomia, le risposte allo stress.

Il ruolo del cortisolo, l’ormone dello stress

Definito anche l’ormone dello stress, il cortisolo durante la giornata è presente nel nostro organismo con livelli ritmici, regolati dal sistema interno dell’orologio circadiano, con una secrezione basale quasi costante nelle 24 ore, un picco al mattino presto e una presenza minima intorno a mezzanotte. In pratica il cortisolo, che induce un aumento della glicemia, serve a darci la carica: per questo i suoi livelli crescono la mattina per diminuire poi la notte e consentire il riposo. Lo stress, tuttavia, può alterare i normali livelli di cortisolo e pertanto la sua curva fisiologica di oscillazione.

Nelle cellule cutanee, i cheratinociti, il livello di cortisolo è regolato da due enzimi che lavorano in modo contrario: il primo fa aumentare il livello di cortisolo, il secondo lo riduce. Ma poiché lo stress ne sbilancia l’attività, il livello di cortisolo nella pelle aumenta di molto, provocando delle alterazioni del collagene e dell’acido ialuronico, che sono fondamentali nel mantenere la pelle tonica e compatta, interferendo con la formazione della barriera epidermica e deprimendo l’attività dei fibroblasti, le cellule del derma. In condizioni di stress duraturo, queste alterazioni si accumulano e si traducono sul viso in secchezza, perdita di tono ed elasticità e scarsa luminosità, tutti segni di invecchiamento della pelle.