Microplastiche nei cosmetici e da cosmetici

Microplastiche: cosa sono?

L’inquinamento da plastica rappresenta una delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo e l’attenzione deve essere giustamente rivolta, non solo a bottiglie e imballaggi di grandi dimensioni, ma anche a quelle di piccole dimensioni - le microplastiche – ad oggi definite come “particelle composte da miscele di polimeri e additivi funzionali, solide e insolubili in acqua, con dimensioni inferiori a 5 mm” (rif. ECHA – European Chemical Agency). Tuttavia, il tema non è così semplice poiché altre sostanze di natura polimerica sono in discussione come “potenziali” microplastiche, ma ancora non ci sono dei criteri oggettivi per classificarle tali. Infatti, per identificare una microplastica non basta certo il suo nome INCI, ma è necessario valutare tutta una serie di parametri tra cui dimensioni, struttura, solubilità, il comportamento della sostanza durante e dopo l'uso del cosmetico, e non di meno la sua biodegradabilità. In breve, le microplastiche sono polimeri, ma non tutti i polimeri sono microplastiche.

Microplastiche: da dove provengono?

Le microplastiche nell’ambiente possono provenire accidentalmente da pezzi di plastica più grandi, ad esempio per usura di pneumatici o di tessuti sintetici, oppure fabbricate e impiegate intenzionalmente in determinati prodotti per uno scopo specifico.

Si stima che il rilascio nelle acque superficiali europee di microplastiche per usura, si aggiri intorno a 176.000 tonnellate all’anno e che circa 42.000 tonnellate di microplastiche ogni anno finiscano nell’ambiente quando si utilizzano prodotti che le contengono (fertilizzanti, prodotti fitosanitari, cosmetici, detergenti industriali e per la casa, prodotti per la pulizia, vernici, riempimento granulare utilizzato nei campi in erba sintetica, ecc). Il potenziale di emissione di microplastiche nell’ambiente da prodotti cosmetici che non si risciacquano, inclusi quindi i prodotti di make-up, rappresenta meno del 2% di tutte le microplastiche aggiunte intenzionalmente a qualsiasi tipo di prodotto (fonte: Cosmetics Europe Consultazione Pubblica su SEAC Draft Opinion).

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Microplastiche nei cosmetici

Nei prodotti cosmetici, le microplastiche, ovvero i microgranuli in polietilene (PE) in formulazioni esfolianti o scrub a risciacquo, sono vietati dal 1° gennaio 2020 (Legge di Bilancio del 2018, art.1 comma 546 e segg). I cosmetici possono però contenere altri polimeri insolubili che svolgono diverse funzioni - filmogena, protettiva, stabilizzante, decorativa (es. glitter nei prodotti da make-up) – tutti ingredienti cosmetici sicuri, anche in prodotti che possono essere parzialmente ingeriti, ma alcuni di essi possono rappresentare un rischio potenziale d’inquinamento ambientale.

BioNike e le Microplastiche

Dal 2017 BioNike ha sostituito nei suoi prodotti scrub le particelle microplastiche di polietilene con microgranuli di cellulosa, di cera jojoba o di perlite minerale.

Dal 2020 sviluppa i nuovi prodotti escludendo totalmente l’impiego di potenziali microplastiche

Entro il 2023 BioNike si impegna a eliminare gli ingredienti potenzialmente classificabili come microplastiche, da tutte le formulazioni a risciacquo.

Entro il 2025 ha fissato l’ambizioso obiettivo di eliminare gli ingredienti potenzialmente classificabili come microplastiche, da tutte le formulazioni, incluso il make-up, sostituendoli con alternative dal minore impatto ambientale.

Questo impegno all’eliminazione delle microplastiche si inserisce in un percorso globale di BioNike verso uno Sviluppo sempre più Sostenibile, finalizzato al miglioramento dell’impatto ambientale dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita.