TERAPIE E TRATTAMENTI MEDICO-ESTETICI: QUALI, COME E PERCHÉ
PEFS e ADIPOSITÁ LOCALIZZATA
La PEFS - pannicolopatia edematofibroslerotica - ha un andamento cronico e non esiste per questa patologia una cura definitiva. È possibile però tenere sotto controllo la sua evoluzione agendo su più fronti: uno stile di vita caratterizzato da una corretta alimentazione, eventualmente, laddove è necessario, supportata da un’integrazione nutrizionale, un’attività fisica regolare, una cosmetica specifica. La medicina estetica può essere un valido aiuto con terapie mirate, sicure ed efficaci, con solide basi scientifiche. Ai fini di un corretto approccio terapeutico è fondamentale un iter diagnostico accurato, che costituisce il punto di partenza da cui non si può prescindere. La visita di medicina estetica è particolarmente approfondita e consiste in una serie di valutazioni condotte con esame obiettivo e strumentale (antropometrica, posturale, angiologica, ecografica dell’ipoderma) allo scopo di porre una corretta diagnosi. Spesso, per ottimizzare i risultati, le terapie di medicina estetica vengono associate tra loro o effettuate in sequenza, seguendo protocolli validati.
DRENAGGIO LINFATICO MANUALE
Il linfodrenaggio manuale è un tipo di massaggio fisioterapico che permette di drenare la linfa. In particolare, la tecnica migliore per il trattamento della PEFS è quella che segue il metodo Vodder, che consiste in una serie di manovre effettuate con una pressione leggera e a un ritmo lento. Viene così favorito il riassorbimento della linfa a livello della cute e dei primi strati sottocutanei, contrastando la formazione degli edemi dovuti a un deficit del sistema venoso e linfatico: si riduce così il gonfiore localizzato sugli arti. Il massaggio non è mai doloroso, anzi il paziente avverte una sensazione di benessere. Una tecnica sbagliata rischia di peggiorare il quadro clinico: ecco perché bisogna rivolgersi sempre a professionisti formati e qualificati. Le sedute si svolgono settimanalmente e durano circa un’ora.
Endermologie®LPG
L’Endermologie® o LPG è una tecnica che permette di trattare i vari stadi della pannicolopatia edematofibrosclerotica e viene effettuata con un’apposita apparecchiatura dotata di una serie di manipoli, provvisti di rulli, che vengono applicati da un operatore. Si basa sulla stimolazione dei diversi tipi di cellule del tessuto connettivo (fibroblasti, adipociti, cellule endoteliali) che avviene tramite una mobilizzazione meccanica dei tessuti: la plica cutanea viene aspirata all’interno dei rulli e massaggiata. L’efficacia di questa tecnica è legata alla sua azione drenante, con miglioramento del flusso linfatico e arterovenoso e attivazione del metabolismo cellulare; inoltre, la stimolazione meccanica aumenta la produzione di collagene e di elastina. Gli inestetismi della PEFS si riducono, la superficie cutanea è meno irregolare e più tonica, il profilo corporeo appare migliorato. Le sedute si svolgono inizialmente a cadenza settimanale, successivamente quindicinale.
CARBOSSITERAPIA
È una terapia per la PEFS e per l’adiposità localizzata che consiste nella somministrazione di anidride carbonica allo stato gassoso per via sottocutanea o intradermica. Il vantaggio di questa tecnica è legato alla sua duplice azione: quella sul microcircolo, perché migliora la perfusione dei tessuti, e quella lipolitica, perché attiva la lipolisi dei trigliceridi all’interno degli adipociti; essa, inoltre, ripristinando un corretto flusso sanguigno, migliora l’ossigenazione, stimola l’attività dei fibroblasti del derma e favorisce la rigenerazione cellulare, rendendo la cute più tonica ed elastica.
La terapia è ambulatoriale e consiste in micro-iniezioni nelle zone degli inestetismi, effettuate con aghi molto sottili, inseriti su un tubicino sterile monouso collegato a un’apparecchiatura computerizzata certificata, che eroga gas sterile. Durante il trattamento si avverte un bruciore che dipende molto dalla sensibilità individuale; dopo aver agito a livello locale l’anidride carbonica viene fisiologicamente eliminata con il respiro. Gli effetti collaterali sono: una modesta e passeggera dolorabilità locale, a volte una sensazione di arto pesante e di lieve crepitio sottocutaneo, e la comparsa di piccoli ematomi.
E’ un trattamento sicuro per il paziente poiché l’anidride carbonica è atossica e non provoca embolia ; l’organismo umano d’altra parte la produce continuamente e la elimina tramite il sistema venoso per via polmonare. Questo gas non viene utilizzato solo in medicina estetica, ma anche, in tutta sicurezza, nella chirurgia laparoscopica e in diagnostica (colonscopia). Il trattamento dura in media 20 minuti, e permette di tornare subito dopo alle normali attività. Il ciclo di trattamento è personalizzato ; in genere vengono effettuate dalle 12 alle 15 sedute a cadenza settimanale, che possono essere ripetute 2 volte all’anno.
DRENAGGIO LINFATICO MANUALE
Il linfodrenaggio manuale è un tipo di massaggio fisioterapico che permette di drenare la linfa. In particolare, la tecnica migliore per il trattamento della PEFS è quella che segue il metodo Vodder, che consiste in una serie di manovre effettuate con una pressione leggera e a un ritmo lento. Viene così favorito il riassorbimento della linfa a livello della cute e dei primi strati sottocutanei, contrastando la formazione degli edemi dovuti a un deficit del sistema venoso e linfatico: si riduce così il gonfiore localizzato sugli arti. Il massaggio non è mai doloroso, anzi il paziente avverte una sensazione di benessere. Una tecnica sbagliata rischia di peggiorare il quadro clinico: ecco perché bisogna rivolgersi sempre a professionisti formati e qualificati. Le sedute si svolgono settimanalmente e durano circa un’ora.
Endermologie®LPG
L’Endermologie® o LPG è una tecnica che permette di trattare i vari stadi della pannicolopatia edematofibrosclerotica e viene effettuata con un’apposita apparecchiatura dotata di una serie di manipoli, provvisti di rulli, che vengono applicati da un operatore. Si basa sulla stimolazione dei diversi tipi di cellule del tessuto connettivo (fibroblasti, adipociti, cellule endoteliali) che avviene tramite una mobilizzazione meccanica dei tessuti: la plica cutanea viene aspirata all’interno dei rulli e massaggiata. L’efficacia di questa tecnica è legata alla sua azione drenante, con miglioramento del flusso linfatico e arterovenoso e attivazione del metabolismo cellulare; inoltre, la stimolazione meccanica aumenta la produzione di collagene e di elastina. Gli inestetismi della PEFS si riducono, la superficie cutanea è meno irregolare e più tonica, il profilo corporeo appare migliorato. Le sedute si svolgono inizialmente a cadenza settimanale, successivamente quindicinale.
CARBOSSITERAPIA
È una terapia per la PEFS e per l’adiposità localizzata che consiste nella somministrazione di anidride carbonica allo stato gassoso per via sottocutanea o intradermica. Il vantaggio di questa tecnica è legato alla sua duplice azione: quella sul microcircolo, perché migliora la perfusione dei tessuti, e quella lipolitica, perché attiva la lipolisi dei trigliceridi all’interno degli adipociti; essa, inoltre, ripristinando un corretto flusso sanguigno, migliora l’ossigenazione, stimola l’attività dei fibroblasti del derma e favorisce la rigenerazione cellulare, rendendo la cute più tonica ed elastica.
La terapia è ambulatoriale e consiste in micro-iniezioni nelle zone degli inestetismi, effettuate con aghi molto sottili, inseriti su un tubicino sterile monouso collegato a un’apparecchiatura computerizzata certificata, che eroga gas sterile. Durante il trattamento si avverte un bruciore che dipende molto dalla sensibilità individuale; dopo aver agito a livello locale l’anidride carbonica viene fisiologicamente eliminata con il respiro. Gli effetti collaterali sono: una modesta e passeggera dolorabilità locale, a volte una sensazione di arto pesante e di lieve crepitio sottocutaneo, e la comparsa di piccoli ematomi.
E’ un trattamento sicuro per il paziente poiché l’anidride carbonica è atossica e non provoca embolia ; l’organismo umano d’altra parte la produce continuamente e la elimina tramite il sistema venoso per via polmonare. Questo gas non viene utilizzato solo in medicina estetica, ma anche, in tutta sicurezza, nella chirurgia laparoscopica e in diagnostica (colonscopia). Il trattamento dura in media 20 minuti, e permette di tornare subito dopo alle normali attività. Il ciclo di trattamento è personalizzato ; in genere vengono effettuate dalle 12 alle 15 sedute a cadenza settimanale, che possono essere ripetute 2 volte all’anno.
MESOTERAPIA
La mesoterapia consiste in microiniezioni, effettuate nel derma dei tessuti affetti da patologie, di piccole quantità di farmaci che vengono utilizzati anche nella farmacopea ufficiale; questo tipo di somministrazione ha però il vantaggio di poter usare dosi minime, a concentrazioni che si mantengono a lungo elevate, svolgendo localmente un’attività intensa e prolungata.
Nella terapia della PEFS, si utilizzano principi attivi sul microcircolo che, in base a studi clinici condotti in sede ambulatoriale ospedaliera, si sono dimostrati efficaci e sicuri. Generalmente, la mesoterapia è in grado di ridurre la sintomatologia della PEFS e controllarne l’evoluzione dei quadri, ma l’entità della risposta clinica è sempre soggettiva.
La seduta di mesoterapia dura circa 15 minuti. La percezione del dolore dipende dalla sensibilità individuale; dopo il trattamento sono presenti dei piccoli rigonfiamenti (pomfi) dovuti alla presenza del farmaco iniettato, che scompaiono in poco tempo. Può presentarsi un fugace eritema (arrossamento), un lieve sanguinamento e si possono formare dei piccoli ematomi, che scompaiono nei giorni successivi. La cadenza delle sedute, inizialmente settimanale, diventa successivamente quindicinale. Il ciclo terapeutico va periodicamente ripetuto e, negli intervalli, si effettuano delle sedute di mantenimento.
Poiché con la mesoterapia viene depositata nel derma una piccola quantità di farmaco, che agisce sui tessuti adiacenti anche nei giorni successivi, per sfruttare al massimo questa attività terapeutica prolungata, bisogna evitare massaggi o pressoterapia, che accelerano lo smaltimento del farmaco per via emolinfatica. Inoltre, è da evitare l’esposizione al sole o a lampade UVA perché favorirebbe la comparsa di pigmentazioni postinfiammatorie.
RADIOFREQUENZA
È una terapia di medicina estetica non invasiva, che si basa sull’uso di onde elettromagnetiche erogate da uno specifico manipolo: i tessuti vengono progressivamente riscaldati e i fibroblasti, cellule del derma, vengono stimolati a produrre nuovo collagene. Si ottiene anche un effetto sul microcircolo del sottostante tessuto adiposo con una diminuzione della stasi e dell’accumulo di liquidi, con un beneficio sui tessuti affetti da PEFS. La terapia si effettua tramite un manipolo che viene passato da un operatore sulle zone da trattare. Il numero e la frequenza delle sedute variano in base al tipo di apparecchio utilizzato.
La mesoterapia consiste in microiniezioni, effettuate nel derma dei tessuti affetti da patologie, di piccole quantità di farmaci che vengono utilizzati anche nella farmacopea ufficiale; questo tipo di somministrazione ha però il vantaggio di poter usare dosi minime, a concentrazioni che si mantengono a lungo elevate, svolgendo localmente un’attività intensa e prolungata.
Nella terapia della PEFS, si utilizzano principi attivi sul microcircolo che, in base a studi clinici condotti in sede ambulatoriale ospedaliera, si sono dimostrati efficaci e sicuri. Generalmente, la mesoterapia è in grado di ridurre la sintomatologia della PEFS e controllarne l’evoluzione dei quadri, ma l’entità della risposta clinica è sempre soggettiva.
La seduta di mesoterapia dura circa 15 minuti. La percezione del dolore dipende dalla sensibilità individuale; dopo il trattamento sono presenti dei piccoli rigonfiamenti (pomfi) dovuti alla presenza del farmaco iniettato, che scompaiono in poco tempo. Può presentarsi un fugace eritema (arrossamento), un lieve sanguinamento e si possono formare dei piccoli ematomi, che scompaiono nei giorni successivi. La cadenza delle sedute, inizialmente settimanale, diventa successivamente quindicinale. Il ciclo terapeutico va periodicamente ripetuto e, negli intervalli, si effettuano delle sedute di mantenimento.
Poiché con la mesoterapia viene depositata nel derma una piccola quantità di farmaco, che agisce sui tessuti adiacenti anche nei giorni successivi, per sfruttare al massimo questa attività terapeutica prolungata, bisogna evitare massaggi o pressoterapia, che accelerano lo smaltimento del farmaco per via emolinfatica. Inoltre, è da evitare l’esposizione al sole o a lampade UVA perché favorirebbe la comparsa di pigmentazioni postinfiammatorie.
RADIOFREQUENZA
È una terapia di medicina estetica non invasiva, che si basa sull’uso di onde elettromagnetiche erogate da uno specifico manipolo: i tessuti vengono progressivamente riscaldati e i fibroblasti, cellule del derma, vengono stimolati a produrre nuovo collagene. Si ottiene anche un effetto sul microcircolo del sottostante tessuto adiposo con una diminuzione della stasi e dell’accumulo di liquidi, con un beneficio sui tessuti affetti da PEFS. La terapia si effettua tramite un manipolo che viene passato da un operatore sulle zone da trattare. Il numero e la frequenza delle sedute variano in base al tipo di apparecchio utilizzato.
CRIOADIPOLISI
La crioadipolisi è una metodica medica non invasiva per la riduzione del tessuto adiposo in eccesso; può essere quindi una valida alternativa per quei pazienti che non vogliono sottoporsi ad una lipoaspirazione o che hanno eccessi adiposi di lieve entità. La criolipolisi si base sull’uso del freddo: la plica di adipe viene risucchiata all’interno di un apposito manipolo e portata a una temperatura di circa meno 8 gradi, per un tempo tra i 20 e i 45 minuti. Per effetto del freddo le cellule adipose vengono danneggiate irreversibilmente e riassorbite lentamente dal sistema linfatico, con un processo che inizia dopo 15 giorni dal trattamento e continua nei successivi 90 giorni. Ecco perché i risultati di questa terapia non si percepiscono subito, ma gradualmente, nel giro di un mese e mezzo circa.
Con la criolipolisi si possono trattare tutte le zone in cui generalmente si deposita il grasso in eccesso, come addome, fianchi, regione trocanterica, interno delle cosce e delle ginocchia, regione posteriore delle braccia e dorso. A volte è sufficiente effettuare una sola seduta per ottenere un risultato soddisfacente ma, per ottimizzarlo, è possibile sottoporsi a un secondo trattamento dopo 3-4 mesi.
Gli effetti collaterali sono rarissimi e tollerabili; i più frequenti sono: eritema sulla zona trattata, ecchimosi, alterazioni della sensibilità e dolore sulla parte trattata. I risultati della terapia definitivi, ma bisogna evitare di ingrassare nuovamente.
La crioadipolisi è una metodica medica non invasiva per la riduzione del tessuto adiposo in eccesso; può essere quindi una valida alternativa per quei pazienti che non vogliono sottoporsi ad una lipoaspirazione o che hanno eccessi adiposi di lieve entità. La criolipolisi si base sull’uso del freddo: la plica di adipe viene risucchiata all’interno di un apposito manipolo e portata a una temperatura di circa meno 8 gradi, per un tempo tra i 20 e i 45 minuti. Per effetto del freddo le cellule adipose vengono danneggiate irreversibilmente e riassorbite lentamente dal sistema linfatico, con un processo che inizia dopo 15 giorni dal trattamento e continua nei successivi 90 giorni. Ecco perché i risultati di questa terapia non si percepiscono subito, ma gradualmente, nel giro di un mese e mezzo circa.
Con la criolipolisi si possono trattare tutte le zone in cui generalmente si deposita il grasso in eccesso, come addome, fianchi, regione trocanterica, interno delle cosce e delle ginocchia, regione posteriore delle braccia e dorso. A volte è sufficiente effettuare una sola seduta per ottenere un risultato soddisfacente ma, per ottimizzarlo, è possibile sottoporsi a un secondo trattamento dopo 3-4 mesi.
Gli effetti collaterali sono rarissimi e tollerabili; i più frequenti sono: eritema sulla zona trattata, ecchimosi, alterazioni della sensibilità e dolore sulla parte trattata. I risultati della terapia definitivi, ma bisogna evitare di ingrassare nuovamente.
SMAGLIATURE
Non esistono ancora terapie in grado di cancellare totalmente le smagliature, quando queste sono già diventate bianche. Ecco perché è necessario intervenire precocemente, quando sono ancora rosse, innanzitutto con una corretta gestione cosmetica; può essere efficace anche l’applicazione topica di tretinoina, che però va effettuata solamente sotto stretto controllo medico poiché l’acido retinoico può causare dermatite. Terapie come la biostimolazione, la carbossiterapia, la radiofrequenza, i peeling chimici, e altre terapie mediche possono essere di supporto, ma non ci si devono attendere risultati eclatanti.